Toronto Bridge Inferiore – Roma

Se il grande rialzo di seno mascellare è una tecnica chirurgica altamente predicibile che porta ottimi risultati finali, sull’arcata inferiore non esiste ancora un sistema di incremento osseo così valido e predicibile.
Nell’arcata inferiore esiste una struttura nobile che non va assolutamente coinvolta in sede di terapia implantare, il nervo mandibolare.
A differenza del seno mascellare che ha un’alta capacità rigenerativa, il nervo mandibolare anche se semplicemente compresso ha dei tempi di guarigione molto lunghi.
Si è sempre cercato di trovare soluzioni implantari poco invasive, valide, che evitassero di coinvolgere queste strutture e che consentissero un’adeguata protesizazione fissa al paziente.
Gli studi sull’implantologia e sulla protesi hanno trovato una soluzione facendo sposare la tecnica chirurgica dell’all-on-four con la protesi di tipo Toronto Bridge.

La tecnica Toronto bridge associata alla all-on-four viene utilizzata da almeno 15 anni, in tutto questo tempo materiali e metodiche sono andati perfezionandosi riuscendo ad oggi a dare ottimi risultati.
Il vantaggio principale della Toronto Bridge è quello di poter dare al paziente i denti fissi nel arco di poche ore organizzando preventivamente l’intera equipe che si occuperà del caso.

Il giorno dell’intervento al paziente si dedicheranno il chirurgo, l’assistente, l’anestesista e il laboratorio odontotecnico che provvederà a seguito dell’intervento a fornire la protesi fissa avvitabile nell’arco di 24 ore.
Nel’ implantologia all-on-four si deve programmare il posizionamento di 4 impianti, 2 vengono messi nella zona centrale dell’osso mandibolare (zona mento), 2 vengono posizionati posteriormente cercando di farli emergere più lateralmente possibile per avere un ampio piano di appoggio.
Per ottenere un’emergenza posteriore gli impianti vengono messi inclinati, questo consente anche di bypassare i fori mentonieri.
Per salvaguardare le strutture nobili il metodo migliore è quello di esporli.
Con il seno mascellare l’approccio può essere meno attento poiché questo è protetto dalla corticale ossea.
L’esposizione del foro mentoniero deve essere fatta in maniera molto delicata e da una mano esperta per evitare qualsiasi trazione del nervo mandibolare.

Per la preservazione corretta della zona, anche l’assistente del primo operatore deve avere un’adeguata esperienza.
L’intervento si effettua in presenza di un anestesista-rianimatore che provvederà a sedare il paziente ed anestetizzarlo con anestetici a lunga durata, inoltre provvederà anche alla somministrazione di antidolorifici e cortisonici che renderanno asintomatico l’intero decorso post-operatorio, assenza di dolore e assenza di gonfiore.

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